IL PARCO

DOVE LA NATURA
INCONTRA L'ARCHITETTURA

Nel 1850 il conte Spiridione Papadopoli diede incarico al vicentino Francesco Bagnara, scenografo del Teatro La Fenice e professore all’Accademia, di realizzare nella sua tenuta di San Polo di Piave, sul sito ove anticamente esisteva una torre appartenuta prima ai Da Tolentino e poi ai Gabrieli, un palazzo in stile neogotico circondato da un vasto parco romantico.

A San Polo di Piave il Bagnara progettò e creò terrapieni percorsi da sentieri tortuosi, ampie spianate e il lago nel quale tutt'ora si specchia il Castello. Importante fu la scelta e la disposizione delle piante, rare ed esotiche secondo il gusto del tempo, mentre le grandi masse degli alberi erano disposte secondo una logica prospettica.

Rispetto ai giardini che avevano dominato la scena nei secoli precedenti, nei parchi romantici la regolarità geometrica e l’ossessionante simmetria vengono sostituiti dall’irregolarità e dalle asimmetrie imprevedibili; la linea retta da quella curva; le squadrate peschiere dai contorni definiti in muratura dai sinuosi laghetti dalle rive fangose; la piatta uniformità del terreno ed i terrazzamenti architettonici dai dolci declivi interrotti da collinette e avvallamenti; gli spruzzi artificiali di fontane e giochi d'acqua da ruscelli gorgoglianti, cascatelle e sorgenti; l'ordine da un ben calcolato disordine. In questo nuovo tipo di giardino il visitatore viene invitato a partecipare emotivamente ai diversi scenari che via via gli si presentano; visitare il parco non significa solamente conoscerlo, ma averne subito l'effetto. continua a leggere

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